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Ritorno al nucleare in Italia? Indagine dell’Istituto Demopolis per Otto e mezzo



Il 72% dei cittadini si dichiara oggi decisamente contrario ad un ritorno del nostro Paese al nucleare: il disastro di Fukushima ha rafforzato i dubbi e le perplessità degli italiani.
La caduta di consensi sull’opzione nucleare - come evidenziato dal trend sull’opinione pubblica dell’Istituto Demopolis - inizia poco più di un anno fa, all’indomani del decreto del Governo Berlusconi che disciplina la realizzazione e localizzazione dei nuovi impianti: si passa dal 53% di favorevoli del 2008 al 40% del febbraio 2011. Sino al 20% di oggi. L’emergenza in Giappone ha portato un italiano su cinque ad un profondo ripensamento.
Un’opinione, condizionata in parte dall’impatto emotivo degli eventi giapponesi, destinata probabilmente a mutare ed a sedimentarsi nelle prossime settimane.
Interessante risulta la distribuzione geografica delle valutazioni espresse dai cittadini intervistati, per Otto e Mezzo, dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis. Mentre il Nord Ovest del Paese evidenza una ostilità più contenuta, lo scetticismo cresce al Centro e al Sud. La Sicilia – sia pur con un elettorato in ampia maggioranza di Centro Destra - si rivela la regione con il maggior tasso di contrarietà ad un ritorno all’energia nucleare.
Ad un quarto di secolo da Chernobyl, in Italia il nucleare torna a far paura. Il dato generale di contrarietà, rilevato dall’Istituto Demopolis, si accentua e cresce all’85% nell’ipotesi di un’eventuale localizzazione dell’impianto nella regione di residenza.
Una conferma dell’effetto NIMBY. Il 20% di quanti si dichiarano propensi a livello nazionale, si abbassa al 12% di favorevoli nell’ipotesi di costruzione nella propria regione; solo un italiano su venti accetterebbe oggi che venisse realizzata una centrale nucleare nella provincia in cui vive.










NOTA METODOLOGICA
L’indagine è stata condotta nel mese di aprile 2011 - per il programma Otto e Mezzo de LA7 - dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis su un campione di 1.020 intervistati, rappresentativo dell’universo della popolazione italiana maggiorenne, stratificato per genere, età, titolo di studi, ampiezza demografica del comune ed area geografica di residenza. Direzione di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone. Supervisione scientifica della rilevazione demoscopica con metodologia CATI di Marco E. Tabacchi.
Sono stati effettuati sovracampionamenti mirati per l’analisi dell’opinione pubblica in base alla collocazione politica e all’area geografica degli intervistati. La rilevazione demoscopica è stata preceduta da due fasi di ricerca quali-quantitativa effettuate per l’analisi del trend dell’opinione pubblica.

L'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis cura Opinion Lab, Monitor continuativo sull'opinione pubblica del Paese, l'Osservatorio sulle nuove generazioni ed il Barometro Politico sulle intenzioni di voto degli italiani.